Le intercettazioni che imbarazzano Zingaretti: le pressioni in Regione Lazio del ginecologo dei vip per ottenere un’autorizzazione sanitaria

C’è un’inchiesta della Procura di Roma che potrebbe travolgere la Regione Lazio e delle intercettazioni che imbarazzano alcuni esponenti di primo piano della vita politica romana, in merito ad alcune pressioni in Regione del ginecologo dei vip Claudio Giorlandino per ottenere il permesso ad aprire una struttura sanitaria, un Day Surgery di Artemisia Spa, permesso prima negato dalla Regione, per la mancanza dei requisiti antincendio e di sicurezza, ed in seguito rilasciato, senza la possibilità di “evincere che la citata criticità sia stata effettivamente superata”, chiedevano i 5 Stelle in un’interrogazione presentata a giugno scorso. Per ottenere l’autorizzazione Giorlandino “intrattiene strettissimi e particolari contatti” scrivono gli investigatori, con il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori, con il suo segretario Gianni Paglia, e l’onorevole Enrico Gasbarra del Partito Democratico. Nelle carte spuntano i nomi anche di Alessio D’Amato, capo cabina di regia Sanità della Regione e del dirigente regionale Flori Degrassi. Al momento ufficialmente non c’è nessun indagato (l’inchiesta registra una serie di atti ancora non costituenti notizia di reato) ma dalle intercettazioni emergono numerose pressioni fatte al funzionario regionale Giorgio Spunticchia, “colpevole” di aver già bocciato una richiesta di Giorlandino ad aprire il Day Surgery. Tutto nasce da un’inchiesta per la quale Giorlandino è imputato di stalking nei confronti della sorella che tempo fa, vincendo un procedimento civile, è diventata titolare del marchio Artemisia Lab. Intercettando Claudio Giorlandino per questa vicenda gli investigatori scoprono che attraverso “il presidente del consiglio regionale e altri politici con cui è in contatto, Claudio Giorlandino cerca di ottenere l’autorizzazione per aprire un ‘Day Surgery’, struttura che aveva già ricevuto uno stop dalla Regione”, si legge nelle carte d’indagine.

Le intercettazioni scottanti

E’ il 21 novembre, ore 8:49 quando Giorlandino telefona al presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori “Daniele, mi dispiace disturbarti”, all’altro capo del telefono il presidente del Consiglio regionale appare più che disponibile “non mi disturbi mai – risponde il politico del Pd- Gianni (Paglia, il suo segretario ndr) mi ha aggiornato sempre e tu mi puoi chiamare sempre”. Giorlandino pone a Leodori la questione che gli sta a cuore, il permesso ad aprire il Day Surgery, lamentandosi che non c’è “la volontà di far lavorare il privato”. Leodori rassicura immediatamente Giorlandino “sono tarati – risponde il politico Pd – io comunque sto andando da coso, come si chiama, Degrassi (dirigende Asl ndr) con Alessio D’Amato e nel primo pomeriggio dovrei stare da loro, sto aspettando che mi dicono l’orario, non ti preoccupare, ci sentiamo in giornata”. Un paio d’ore dopo Giorlandino si attiva comunicando “con la strettissima collaboratrice Sonia Fiorenza – scrivono gli investigatori – in merito ad atti da inviare al Presidente della Regione Lazio Zingaretti”. Dopo un’altra telefonata tra Giorlandino e Leodori, il ginecologo dei vip alle 12:55 chiama il segretario di Daniele Leodori, Gianni Paglia. Paglia dice a Giorlandino di aver inoltrato una “mail a D’Amato stamattina poi l’ho rimandata anche in vista a Daniele che mi ha dato l’ok”. Giorlandino risponde “però mi ha detto di preparare una relazione molto dettagliata, schematica su quali sono i punti critici che lunedì ne va a parlare con Spunticchia”. Il segretario di Leodori rimarca la sua completa disponibilità “prof. Qualsiasi cosa posso fare io sono a disposizione”, “sei un fratello – risponde Giorlandino – un fratello veramente”. E se il segretario del presidente del Consiglio regionale è un fratello anche l’eurodeputato Enrico Gasbarra (Pd), al quale si rivolge Giorlandino, non è da meno. Giorlandino, secondo gli investigatori avrebbe chiesto aiuto anche all’onorevole del Pd che, in un sms sempre del 21 novembre inviato al ginecologo dei vip scrive: “Ciao fratellino…oggi mi ha chiamato Alessio D’Amato e mi ha detto che martedì c’è l’incontro con te per risolvere i problemi. Un abbraccio”. Giorlandino è altrettanto amichevole con l’onorevole del Pd: “Enry grazieeeee! Non volevo disturbarti più per questa cosa ma ero certo che vegliavi su di me. Ti abbraccio e spero di vederti presto!!!”. Dopo altre telefonate ed sms tra i protagonisti di questa vicenda il 28 novembre “Giorlandino informa il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori dello stato della pratica” scrivono gli investigatori. Giorlandino invia a Leodori il seguente messaggio: “Daniele carissimo grazie! Parrebbe che l’Amministrazione si sia resa conto degli errori e, dopo una fase iniziale di chiusura (…) l’avvocato M. convinceva Spunticchia delle nostre ragioni legali. Nei prossimi giorni presenteremo nuova istanza. Ti tengo aggiornato e ti abbraccio”.

L’interrogazione dei 5 Stelle in Regione Lazio

Alla fine poi la sospirata autorizzazione ad aprire il Day Surgery arriva ed i 5 Stelle ora chiedono la presidente della Regione Lazio Zingaretti di fare chiarezza. “Abbiamo depositato due interrogazioni rivolte al presidente Zingaretti – spiega Devid Porrello, capogruppo M5S in Regione Lazio – riguardanti la sanità laziale per avere risposte in merito alla procedura di autorizzazione e al rispetto dei requisiti antincendio dell’ambulatorio privato ‘Day Surgery’. L’atto interroga inoltre Zingaretti sull’opportunità di revocare l’incarico al responsabile della cabina di regia Alessio D’Amato, rinviato a giudizio per truffa ai danni della Regione Lazio e citato nelle nuove intercettazioni divulgate dopo la seconda fase di arresti nell’inchiesta ‘Mafia Capitale’. La cronaca giudiziaria sta dimostrando la veridicità di diverse affermazioni incluse nelle nostre interrogazioni, frutto sempre di un lavoro su base documentale, quindi se veramente Zingaretti vuole aiutare la legalità a non soccombere in questa regione – conclude Porrello – prenda seriamente spunto dal nostro lavoro invece di limitarsi a fare proclami o produrre scuse non rispondenti alla realtà dei fatti.”

Luca Teolato

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