La Madonna dei Debitori: una “speranza” contro il debito

ROMA – Il dipinto la ‘Madonna dei Debitori’, scoperto qualche tempo fa a Bassano Romano, sta avendo molto successo nel Web. Il merito va al pittore Gilberto Di Benedetto, nonché restauratore del quadro, che lo ha consacrato al debito e secondo cui è una “speranza”. Intorno al quadro è nato così un movimento, anche se non ancora costituito per il momento, composto da un gruppo di intellettuali che mira a costituire un movimento Mariano sociale. Attualmente c’è un’associazione chiamata ‘la Madonna dei debitori’ che possiede la proprietà dell’immobile dove è stato trovato il quadro e la proprietà del quadro. Il movimento verrà annunciato in un prossimo convegno intitolato ‘tra misteri di banca e luci di fede’. Oggi abbiamo incontrato il pittore Gilberto Di Benedetto che ci ha spiegato l’argomento:

Gilberto Di Benedetto, la madonna dei debitori è illusione o speranza?

“È speranza. Il popolo oggi ha soltanto un sistema molto simile a quello di Gandhi che è quello di perdonare. Può sembrare un paradosso ma come può un cristiano perdonare un banchiere assassino che secondo il Papa sparge lo sterco del diavolo, quindi un suo sodale? E’ meglio perdonarlo perché lo allontana di più e separa i due ruoli, genera un processo in cui si capisce chi è il male e chi è il bene. Il Papa ha detto che il denaro è lo sterco del diavolo quindi chi spala questo denaro è il suo contadino, ma almeno che questi frutti andassero al popolo. E invece se li pappano tutti loro. Questo movimento Mariano sociale serve ad approfondire in maniera onesta il tema del debito pubblico e privato, se oggi le banche eliminassero tutti i debiti al di sotto di 250 mila euro, non perderebbero altro che il 10% di quello che guadagnano. Il nostro è un movimento di riflessione ecumenica, politica e religiosa non è un movimento integralista che vuole inculcare a uno stato laico come quello italiano il suo punto di vista, ma vuole andare in sinergia con quei movimenti politici che si focalizzano sull’obiettivo di dare al popolo il reddito di cittadinanza e restituire al popolo la sovranità monetaria. Sicuramente non è competitivo ma sinergico”.

Per quanto riguarda i debiti che i privati hanno con le banche?

“La bibbia dice che quando ci troviamo difronte a una persona impossibilitata a pagare non possiamo toglierli la vita. Dobbiamo rimettergli i debiti come facevano gli ebrei che ogni 7 anni li estinguevano. Questa procedura levitica esiste ancora in america infatti il debitore viene inseguito dalle banche per 7 anni e se entro il settimo anno non riescono a togliergli nulla, torna pulito. Lo dice la bibbia e la natura: è inutile insistere. Se io chiedo alla banca 1 milione di euro in prestito, alla banca costa solo la pure gestione di questo denaro che inventa nel momento in cui glielo chiedo. In sostanza, gli costa l’1-1,5%: 15 massimo 20 mila euro. Le banche non rimettono nulla, questo è quello che la gente non sa. La banca in realtà chiede gli interessi per un mero fatto psicologico, così in questa maniera le persone sono asservite a un certo tipo di discorso”.

Nel caso in cui le banche dovessero cancellare il debito privato non avrebbero perdite?

“Non rimetterebbe nulla perché ogni hanno le banche fanno un falso in bilancio. Economisti come Marco Saba e Antonino Galloni sono andati nelle principali banche italiane a contestare il falso in bilancio, ma quel falso in bilancio è un falso legalizzato. Se le banche pagassero i soldi come li paghiamo noi poveri cattolici, riporterebbero nelle casse dello stato italiano circa 2 miliardi di euro all’anno, cambierebbe il sistema e la nostra società potrebbe respirare”.

Alessandro Moschini

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