Italia, addio ai Mondiali

Siamo fuori dai Mondiali. Lo scatto d’orgoglio che tutti aspettavano non c’è stato. I 90 minuti in cui si doveva giocare il tutto per tutto sono passati uno dopo l’altro senza gol. Un risultato che manda l’Italia all’inferno. Una condanna. Una macchia indelebile sulla storia del calcio italiano.

Dopo l’1-0 di Solna di venerdì scorso, era chiaro che per gli uomini di Ventura la strada fosse in salita, ma fino all’ultimo tutti hanno creduto che sarebbe arrivata l’impresa. Invece è successo l’incredibile e oggi, per la seconda volta nella sua storia, la nostra nazionale resta fuori dai Mondiali.

 Non ci saranno notti magiche, né maxischermi nelle città, tutta l’Italia resta in panchina. Niente riti collettivi, niente bar sport in ogni angolo di strada, niente ct improvvisati.

Il giorno dopo la sconfitta brucia ancora di più. Fanno male le lacrime di Buffon, uno degli eroi di Germania 2006. Quella notte di Berlino sembra oggi lontanissima. Ora ci sarà un’analisi di questo gigantesco fallimento, si cercherà di capire come è potuto succedere l’impensabile. Alla fine si elaborerà la sconfitta. Ma oggi no. Oggi per l’Italia è il giorno più brutto.

Gian Piero Ventura rimarrà nella storia come il secondo commissario tecnico a non essere  riuscito a portare l’Italia ai Mondiali: in questa speciale classifica di demerito ha raggiunto Alfredo Foni, ormai scomparso, che fallì nel 1958 quando gli Azzurri si fecero eliminare da un’altra formazione di livello tutt’altro che eccelso: l’Irlanda del Nord.

Eppure, nonostante ciò, è rimasto deluso chi si aspettava che il timoniere ligure annunciasse le proprie dimissioni dopo un fallimento che avrà grandissime ripercussioni sul calcio di casa nostra e non solo.

Non mi sono dimesso perché non ho ancora parlato con il presidente, ha tenuto a sottolineare:  ‘C’è da valutare un’infinità di cose. Quando si ottiene un risultato, che sia meritato o immeritato conta poco, quando non si riesce la colpa è dell’allenatore. Dal punto di vista sportivo è un momento pesantissimo, ero convinto che ci fosse una volontà feroce, ma il calcio è fatto di questo. Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni e altri che spero possano diventarlo’.

L’unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani,  ha aggiunto. Scusa del risultato. Non dell’impegno e della volontà. La colpa è di non aver segnato in due partite. Sono nel calcio da tanti anni, questa è stata la cosa più decisiva. Qualsiasi altra parola è abbastanza inutile.

San Siro, per una volta, non ha portato fortuna in una gara con la Svezia. Le tre precedenti sfide avevano visto gli Azzurri vincere rispettivamente per 3-0, 2-0 e 1-0. Purtroppo si è continuato ad andare a scalare con uno 0-0 tanto inaspettato quanto doloroso.

Sono dispiaciuto anche perché lo stadio, stasera, mi ha fatto capire per l’ennesima volta cosa significa allenare la Nazionale. Un’opportunità che altri tecnici hanno sfruttato decisamente meglio, sia pure, va detto, con un materiale calcistico e umano a disposizione di altro livello.

 

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