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Coalizione di centrosinistra nel Paese del ‘gattopardo’

Dopo mesi di tensioni e polemiche assistiamo a  ‘prove di accordo’  tra le diverse anime del centrosinistra nel tentativo di formare una coalizione che possa affrontare compatta la prossima tornata elettorale. Ed è un fatto ed è una constatazione.

 Fassino e Pisapia si incontrano  a Milano per discutere  di un percorso politico e programmatico per una ‘futura’ stagione del centrosinistra che si possa ‘saldare’ con un’apertura sul Jobs Act, unito alla promessa che entro la legislatura il Pd si impegni ad approvare Ius Soli e biotestamento.

L’obiettivo da raggiungere, attraverso la coalizione, è di contrastare il rischio di derive di destra e populiste. Ovviamente non sono sfuggite le forti difficoltà che ostacolano una piena ricostruzione con l’elettorato del centrosinistra. Il primo ostacolo è la ‘costruttività’ della coesione che parte dall’iter parlamentare della prossima legge di bilancio.

C’è la convinzione che l’Italia sia uscita da una fase di crisi e recessione molto importante in cui serve il sostegno alla produttività con investimenti pubblici e misure di sostegno alle imprese private.

In realtà l’Italia non è uscita da una fase di  recessione, ma si trova in una vera e propria fase di declino economico, sociale e politico.

Non possono sfuggire gli sprechi e le disfunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni,  ed è evidente che  l’innovazione ha avuto un ruolo irrilevante  in un mondo,  che al contrario punta sull’innovazione e le tecnologie,      per favorire lo sviluppo economico.

Stiamo perdendo le posizioni di testa in quasi tutte le classifiche economiche stilate a livello mondiale, con corruzione e favoritismi che inquinano i rapporti economici e sociali.

Le prospettive nel nostro lavoro, tenore di vita, le nostre pensioni sono  influenzate pesantemente dallo scenario politico, economico e sociale, che fa da sfondo ai nostri problemi e affanni quotidiani.

Possiamo constatare che, al di la dei singoli provvedimenti presi dai vari governi fino ad oggi, siamo ancora immersi, come dicevamo,  in una profonda crisi economica, sociale e politica. Non si vedono segnali di una vera consapevolezza della gravità della situazione e si discute di ‘coalizioni’, opposizioni e contrapposizioni. In parole semplici: ‘Nulla di nuovo sotto il sole!’.

Oggi risulta tuttavia difficile individuare un partito,  o movimento politico,   su cui potersi appoggiare con qualche probabilità di riuscire a cambiare veramente le cose.  Forse siamo realmente il paese dove  ‘in modo gattopardesco  si fa finta di cambiare tutto per non cambiare nulla’,  con la grossa parte dei  cittadini  che  si uniforma a questo stato di cose.

Tornando alla coalizione Renzi  ha voluto mandare un messaggio ai suoi potenziali futuri alleati: ‘La coalizione di centrosinistra alla quale stiamo lavorando, con il generoso contributo di tutti, dovrà garantire eguale dignità a tutti i componenti. Penso di poter dire che avremo una coalizione di qualità, con presenze significative sia alla nostra sinistra che al centro e che saremo competitivi praticamente in tutti i collegi’.

Prima di partire per gli Stati Uniti Romano Prodi ha fatto sapere di aver avuto un lungo e cordiale colloquio con il segretario del Pd, Matteo Renzi.  La preoccupazione del Presidente Prodi è che allargare e tenere insieme un campo largo di centro sinistra ha le sue difficoltà.

A gelare gli entusiasmi è l’assemblea di Mdp:  ‘Penso sinceramente che Renzi sia un nome del passato, non del futuro’, dice Roberto Speranza, il coordinatore del partito.

Uno stop arriva  anche da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana: ‘A chi ci chiede l’alleanza, a chi ci chiama gufi e rosiconi, minoritari e irrilevanti, a quelli che ci chiedono alleanza nel nome del voto utile, se qualcuno ci chiede un incontro lo facciamo. Ma vogliamo dire a Fassino e Prodi, che il tempo è scaduto perché non ci sono ragioni politiche e culturali. Noi contro la destra lavoriamo ad una prospettiva incompatibile con questo Pd’.

Quanto scritto è un resoconto di massima ma, al di là, della coalizione o non-coalizione, tutto si giocherà sulla legge di bilancio,  sullo Ius soli e biotestamento.

 

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