Appalti, tolto comma poteri Anac. Esposito(Pd): “Reintegrare”

“Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi. Quel comma va reintrodotto, è uno dei punti qualificanti del codice appalti per prevenire possibili casi di corruzione”. E’ quanto afferma il senatore Stefano Esposito, relatore del correttivo del codice appalti, confermando – come anticipato dall’Huffington Post – che nel testo uscito dal Cdm e poi passato alla ‘bollinatura’ della Ragioneria dello Stato è stato soppresso il comma che dava specifici poteri all’Anac.

“Faccio appello al presidente Gentiloni e al ministro Delrio – aggiunge Esposito – Ho già sentito Antonio Funiciello, il capo di gabinetto di Palazzo Chigi, che mi ha assicurato che sono al lavoro per un chiarimento”. Anche perché il testo deve ormai essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Se qualcuno tenta di dare un calcio negli stinchi all’Anac, lo restituiremo con gli interessi”, afferma il senatore, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici ed esponente Pd. Nella legge delega con il nuovo codice appalti, varata nell’aprile 2016, era previsto che dopo un anno fosse fatta una sorta di ‘tagliando’ attraverso il testo correttivo. Testo che è andato prima in Cdm, poi alle commissioni parlamentari per i pareri vincolanti e al Consiglio di Stato per il parere tecnico; quindi è ritornato in Consiglio dei ministri il 13 aprile per il via libera definitivo. “Nel correttivo – spiega Esposito – non abbiamo riesaminato l’intero Codice, ma solo le parti variate. Per questo nel testo del correttivo che abbiamo maneggiato, il comma 2 dell’art 211 sui poteri Anac, non c’era perché non si prevedevano modifiche rispetto al testo del 2016. Ma nel testo definitivo e complessivo, il comma è stato esplicitamente soppresso. Mi auguro sia solo un errore materiale. Ma non vorrei che si trattasse di una soppressione operata partendo dal primo parere dato dal Consiglio di Stato, quello del 2016, che per altro non aveva chiesto di cancellare quel comma, aveva solo fatto presente che introduceva una formula innovativa con qualche dubbio di tipo amministrativo. Per questo non si è mai pensato, nel corso dell’iter parlamentare, di modificare quell’articolo. Anzi, si volevano conservare i poteri Anac, fatta salva come sempre la possibilità di impugnare in sede amministrativa i singoli provvedimenti dell’Autorità”.

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