A Roma, il 30 novembre, in Piazza delle Muse 25, il Comitato 10 Febbraio presenta, attraverso un dibattito, l’Associazione FuturCrali

Nell’ambito del contenitore culturale serale ‘I Dessert delle Muse’ promosso dal Comitato 10 Febbraio e dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice  il prossimo 30 novembre, alle ore 21.30 in piazza delle Muse 25, prenderà vita una serata dedicata alla presentazione dell’Associazione FuturCrali, che nasce con l’obiettivo di salvaguardare, promuovere e diffondere la persona e le opere dell’aeropittore Tullio Crali. L’ Associazione ha  lo scopo di organizzare mostre d’arte, dibattiti, seminari, presentazioni letterarie e concerti per sensibilizzare e incentivare ogni settore artistico.

In questa serata si svilupperà un dialogo ‘im-possibile’ tra il grande aeropittore di origini dalmate Tullio Crali e il celebre artista contemporaneo pop-surrealista Elio Varuna.  Un confronto pienamente futurista, assolutamente in linea con la sensibilità del Crali e la sperimentazione del Varuna 

Il format dei Dessert delle Muse (pensato dal Comitato 10 Febbraio per approfondire la cultura e i personaggi illustri del Confine Orientale d’Italia) prevede esclusive serate culturali, cui seguirà un ricercato dessert. Il tentativo è quello di ridare vita al novecentesco salotto culturale o caffè artistico, nel quale poter incontrarsi, dibattere con gli autori e godere di arte, teatro, letteratura, storia e – perché no – soddisfare anche il palato. Il tutto nella nuova sede della Fondazione Ugo Spirito e del Comitato 10 febbraio, nel cuore dei Parioli.

La moderazione e l’inquadramento storico-artistico della serata saranno a cura di Carla Isabella Elena Cace (storica dell’arte e giornalista). Interverranno, Giuseppe Parlato (Presidente Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice); Anna Bartolozzi Crali (Presidente Associazione Tullio Crali)  Elio Varuna (artista, ricercatore di antiche culture, viaggiatore spirituale); Emanuele Merlino (Vicepresidente Comitato 10 Febbraio, regista e autore) L’aeropittura è una declinazione pittorica del futurismo che si afferma negli anni successivi alla prima guerra mondiale. Come espressione del mito della macchina e della modernità caratteristico del movimento marinettiano, l’aeropittura manifesta l’entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell’aeroplano.

Il primo esempio risale allo scritto di Marinetti ‘L’aeroplano del Papa’ del 1912. Le caratteristiche dell’aeropittura e i temi guida si vanno precisando nel corso degli anni venti per trovare infine una codificazione nel ‘Manifesto dell’Aeropittura futurista’, redatto nel 1929 da Marinetti,  Fortunato Depero ed altri.

Con il pittore e aviatore futurista Fedele Azari, che crea la prima opera di aeropittura ‘Prospettiva  di volo’, l’aeropittura aveva trovato  nella pratica, una propria continuità formale in una resa che accentuava la scansione delle immagini per piani di colore sottolineando ora il carattere meccanico e dinamico dell’aviazione, ora forme di lirismo fantastico, naturalistico e spiritualistico ispirato al volo.

‘Crali si può considerare il più grande pittore del momento, la sua serietà nel lavoro è una virtù rara nei pittori di oggi, noi aeropoeti futuristi elogiamo la meravigliosa passione per le altezze e le velocità aeree, passione che costituisce la massima garanzia del trionfo di Crali’, scrisse di lui Filippo Tommaso Marinetti.

Tullio Crali  è stato un pittore italiano collegato al movimento futurista. Autodidatta, aderì al futurismo in ritardo, non prima del 1929. È noto per le sue opere di tipo realistico, che combinano ‘velocità, meccanizzazione aerea e meccanica della guerra aerea’.

Di famiglia zaratina, nacque in un piccolo paese delle Bocche di Cattaro nell’attuale Montenegro, ove il padre lavorava temporaneamente. Visse a Zara fino al 1922, quando con la famiglia si trasferì a Gorizia. Scoprì il futurismo a quindici anni, mentre era studente all’istituto tecnico della città, e fu influenzato nei suoi primi lavori da Giacomo Balla e Enrico Prampolini.

Nel 1928 volò per la prima volta, e l’anno successivo,  quello in cui nacque l’aeropittura futurista,  si mise in contatto con Filippo Tommaso Marinetti ed entrò ufficialmente nel movimento futurista.

Dopo le sue prime mostre in Italia, Marinetti lo invitò ad esporre a Parigi, nella prima mostra di aeropittori italiani: era il 1932. Divenne poi amico personale di Marinetti.

Il suo entusiasmo per il volo e la sua esperienza di pilota influenzò la sua produzione artistica.

Le prospettive mutevoli del volo costituiscono una realtà assolutamente nuova e che nulla ha di comune con la realtà tradizionalmente costituita dalle prospettive terrestri, visto  che dipingere dall’alto impone un disprezzo profondo per il dettaglio e una necessità di sintetizzare e trasfigurare tutto.

Il suo lavoro più noto, ‘Incuneandosi nell’abitato’  mostra un tuffo aereo dal punto di vista del pilota, con gli edifici sottostanti rappresentati in una prospettiva vertiginosa  Le abilità declamatorie di Crali e la sua amicizia con Marinetti gli consentirono di organizzare serate futuriste a Gorizia, Udine e Trieste, dove lesse il manifesto ‘Illusionismo plastico di guerra e perfezionamento della terra’, firmato insieme a Marinetti. Pubblicò inoltre il Manifesto delle parole musicali – Alfabeto in libertà.

Realizzò composizioni polimateriche a soggetto cosmico e bozzetti di scenografie per le sue sintesi teatrali e dopo aver presentato le proprie opere a Trieste, Padova, Roma e Milano, nel 1932, su invito di Marinetti, espose i suoi lavori a Parigi, alla Prima Esposizione Aeropittori Futuristi Italiani al seguito di Marinetti. Nello stesso anno conseguì il diploma di maturità artistica all’Accademia di Venezia e realizzò cartelloni pubblicitari e bozzetti di moda futurista Nel 1933 partecipò alla ‘Mostra Futurista di Scenotecnica cinematografica di Roma e l’anno successivo fu presente per la prima volta alla Biennale di Venezia con l’opera ‘Rivoluzione di mondi’, che distrusse subito dopo l’esposizione. Nel decennio successivo partecipò a diverse edizioni della Quadriennale romana (1935, 1939 e 1943) e della Biennale di Venezia, dove, nel 1940, venne allestita una sua sala personale.

Grazie al suo talento di declamatore, conquistò la simpatia personale di Marinetti e, a partire dal 1941, organizzò serate futuriste a Gorizia, Udine e Trieste e nel resto d’Italia. Alla fine del conflitto si trasferì a Torino proseguendo nella sua attività di promozione delle poetiche futuriste.

Roberto Cristiano

Continua…

 

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