Allarme amianto in Italia: “Solo nel 2016 6 mila morti”

E’ ancora allarme amianto in Italia e nella Capitale. Nonostante sia stata bandita nel 1992 la ‘fibra killer’ lotta e vive insieme a noi mietendo ancora migliaia di vittime ogni anno. Di questa strage silenziosa ne hanno parlato ieri, durante una conferenza stampa in Campidoglio, Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), Luciano Mutti , titolare della cattedra di oncologia medica e ricerca oncologica della facoltà di medicina presso l’università Salford di Manchester e Nicola Forte, dottore commercialista.

“Solo nel 2016 – sottolinea Bonanni – ci sono stati 6 mila decessi per colpa dell’amianto. I nuovi casi di malattie asbesto correlate invece superano le 10 mila unità. Da qui al 2025, anno in cui ci sarà il picco, avremo 54 mila ammalati in più per colpa dell’amianto. Secondo alcune stime prudenziali nei prossimi 120 anni, solo in Italia, ci saranno circa 100 mila decessi per colpa della fibra killer. Purtroppo il periodo d’incubazione delle malattie asbesto correlate può durare anche 20-30 anni. E’ inaccettabile il sacrificio di tante vite umane, che si possono ancora salvare, a causa dell’inerzia delle pubbliche autorità. Chiediamo uno scatto di reni da parte delle istituzioni”. Si perché in Italia, come a Roma, ci sono ancora tonnellate di amianto in edifici pubblici e privati. Dopo 25 anni dalla messa al bando nel nostro Paese, in assenza di una bonifica efficace, vi sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, per cui permangono, oggi come allora, le condizioni per la prosecuzione delle esposizioni.

“Il presidente dell’Inps Tito Boeri – prosegue Bonanni – ha stimato che la bonifica dei materiali contenenti amianto verrà portata a termine nei prossimi 85 anni. Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno questa fibra killer provoca nel mondo più di 100 mila decessi per i soli casi di mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi per esposizioni professionali. A questo occorre aggiungere i decessi per altre patologie come il cancro dell’apparato gastrointestinale, il cancro delle ovaie e le morti per esposizioni extraprofessionali.

In Italia – spiega – fino alla messa al bando, sono state lavorate oltre 3 milioni e 700 mila tonnellate di amianto. Il nostro Paese è stato il maggiore produttore e utilizzatore di amianto”.

L’Ona è convinto che il problema, per la sua entità, deve essere affrontato e superato con strumenti tecnico normativi ed economico finanziari che permettano la bonifica definitiva dei materiali contenenti l’amianto. Per questo verrà presentata nei prossimi giorni una proposta di legge che prevede un “credito d’imposta – spiega Bonanni – per la bonifica e per la messa in sicurezza pari al 50% della spesa nel caso dei produttori di reddito di impresa e una detrazione del 75% nel caso dei privati. Sgravi fiscali simili anche per edifici pubblici come scuole e ospedali”.

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